Un…due..tre…Tartufo!

La Basilicata è una grandissima terra di tartufi! Il problema è che sono solo in pochi a saperlo, nonostante ci sia una grandissima tradizione culinaria alle spalle. Il tartufo cresce spontaneamente in corrispondenza delle radici di alberi (querce, pioppi, lecci, ecc.) o arbusti con i quali vivono in simbiosi. Il tipico profumo penetrante e intenso del tartufo si sviluppa solo a maturazione avvenuta ed ha come scopo quello di attirare gli animali, che userà come strumento di propagazione delle spore una volta uscito da sotto terra.

Per il consumo viene coltivato attraverso le tartufaie oppure in natura viene individuato in genere mediante l’uso di cani ben addestrati. Il tartufo è composto principalmente da acqua (80%), ridotte quantità di grassi e proteine e buon contenuto di sali minerali; di sicuro in cucina viene impiegato per il suo meraviglioso odore e sapore. Ha origini antichissime: alcuni studiosi pensano che questo raro prodotto della terra fosse già conosciuto e consumato dai Sumeri e dai Babilonesi (a partire dal 4000 a.C.).

Il tartufo è soprattutto una importante risorsa ambientale, turistica ed economica.
L’Italia è uno dei maggiori produttori mondiali di tartufi di qualità. Forse non tutti sanno che nel sud Italia, la Basilicata, terra dalle molte contraddizioni, ricca di boschi e biodiversità, è l’ambiente ideale del tartufo. In questa regione sono presenti infatti numerose specie di tartufo di qualità pregevole, di vanto sia a livello nazionale che internazionale.

Recenti studi sul tartufo lucano hanno appurato che alcuni esemplari di Tuber magnatum (tartufo bianco pregiato) presentano alleli tipici di alcune regioni meridionali, e inoltre la frequenza di tali alleli raggiunge valori pari al 100 % solo nei tartufi della Basilicata, differenziandoli da tutti gli altri esemplari provenienti da altre regioni. Fra le specie presenti sul territorio lucano ricordiamo:  il Tartufo bianco pregiato (tipico delle vallate fresche ed umide), Tartufo nero estivo o Scorzone (tipico dei boschi collinari), il Bianchetto presente soprattutto nelle pinete dell’area del Metapontino a livello del mare.

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